Avere sempre abbondanza di materiale in magazzino sembra una precauzione ragionevole contro i ritardi dei fornitori, ma ogni euro investito in scorte è capitale immobilizzato che non è disponibile per altri usi — pagare debiti, investire in un macchinario, coprire una spesa imprevista.
Il costo nascosto dell'eccesso di scorte
Oltre al capitale immobilizzato, un magazzino sovradimensionato comporta costi aggiuntivi: spazio fisico occupato, rischio di deterioramento o obsolescenza del materiale, tempo dedicato a gestirlo. Sono costi reali che raramente vengono contabilizzati esplicitamente, ma che pesano comunque sul bilancio.
Il rischio opposto: scorte insufficienti
D'altra parte, scorte troppo ridotte espongono al rischio di fermi produzione per mancanza di materiale, con un costo altrettanto concreto in termini di ritardi e commesse rimandate. L'obiettivo non è minimizzare le scorte a ogni costo, ma trovare il livello che bilancia i due rischi opposti.
Un criterio pratico: la rotazione del materiale
Osservare quanto velocemente un materiale specifico viene effettivamente consumato — la sua rotazione — aiuta a distinguere le scorte giustificate da quelle che sono semplicemente capitale fermo per abitudine. Materiali a bassa rotazione, tenuti in grande quantità per sicurezza, sono spesso il primo punto da rivedere per liberare capitale.