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Margine, sconto e prezzo minimo: la matematica che salva il profitto

5 giugno 2026 · 6 min di lettura

Nella trattativa commerciale, concedere uno sconto sembra un gesto semplice: qualche punto percentuale in meno sul totale, per chiudere la commessa. Ma l'impatto di uno sconto sul margine reale è quasi sempre più grande di quanto sembri a prima vista, e capire perché è essenziale per non erodere il profitto senza rendersene conto.

Perché lo sconto pesa più del previsto

Immaginiamo un preventivo con costo di 800€ e prezzo di vendita di 1.000€: il margine è del 20% sul prezzo. Uno sconto del 10% porta il prezzo a 900€, ma il costo resta 800€ — il margine reale scende quindi a circa l'11%, non al 10% come si potrebbe pensare sottraendo semplicemente lo sconto dal margine originale. Più basso è il margine di partenza, più uno sconto lo comprime in proporzione.

La differenza tra margine sul costo e margine sul prezzo

È un'ambiguità che genera errori quotidiani: "margine del 20%" può significare 20% aggiunto al costo (ricarico) oppure 20% del prezzo di vendita finale (margine reale). Sono numeri diversi: un ricarico del 20% sul costo corrisponde a un margine reale di circa il 16,7% sul prezzo. La formula corretta per ottenere un margine desiderato sul prezzo di vendita è dividere il costo per (1 − margine desiderato in percentuale), non moltiplicarlo per (1 + margine).

Il concetto di prezzo minimo

Sotto un certo prezzo, la commessa smette di essere conveniente e diventa una perdita netta. Il prezzo minimo accettabile non è il costo dei materiali: è il costo totale — materiali, manodopera, quota di costi fissi, buffer per imprevisti — sotto il quale ogni euro di sconto concesso è un euro sottratto direttamente all'utile dell'azienda, non solo al margine percentuale.

Come proteggersi in trattativa

Avere sempre visibile, mentre si negozia, tre soglie — prezzo pieno, prezzo con margine minimo accettabile, prezzo di puro pareggio — permette di concedere sconti consapevolmente, sapendo esattamente quanto margine si sta cedendo e fino a dove ci si può spingere prima di lavorare in perdita. Un semaforo visivo che segnala questi tre livelli in tempo reale, mentre si compila il preventivo, evita la sorpresa a fine mese quando si scopre che una commessa "andata bene" ha reso molto meno del previsto.

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