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Intelligenza Artificiale

Privacy dei dati aziendali quando si usa un'AI in cloud

18 settembre 2025 · 5 min di lettura

Quando un'azienda usa un assistente AI basato su un servizio cloud, i dati che condivide durante la conversazione — dati di clienti, cifre di margine, informazioni commerciali — transitano verso un'infrastruttura esterna. È una domanda legittima chiedersi cosa succede a quei dati una volta inviati.

Trasmissione vs conservazione

È importante distinguere due aspetti: i dati vengono trasmessi al provider per elaborare la richiesta, ma la domanda più rilevante è se e per quanto tempo vengono conservati dopo l'elaborazione, e se vengono usati per finalità diverse dalla risposta stessa — ad esempio, per addestrare modelli futuri.

Cosa verificare in un accordo con un provider AI

Un provider serio dichiara esplicitamente la propria politica su conservazione e uso dei dati, spesso attraverso un accordo di trattamento dati (DPA) che specifica se i dati inviati vengono usati per addestramento di modelli, per quanto tempo restano conservati, e con quali garanzie di sicurezza sono protetti nel transito e nella conservazione.

Il principio della minimizzazione

Indipendentemente dalle garanzie del provider, una buona pratica generale è inviare all'AI solo i dati effettivamente necessari al compito specifico, evitando di condividere informazioni sensibili non pertinenti alla richiesta in corso. È un principio di prudenza che riduce l'esposizione indipendentemente da quanto sia affidabile il fornitore del servizio.

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